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Spazio · Scoperte scientifiche

Matteo e Giulia: rotta tra i pianeti

Matteo e Giulia partono sulla nave Orizzonte per tracciare una rotta scientifica. Ogni pianeta richiede osservazioni e una scelta diversa.

Matteo e Giulia osservano la nave Orizzonte nella stazione scientifica
La vostra copertinaCreata per questa storia
Inizio della fiaba
La missione di Orizzonte
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Capitolo 1

Capitolo 1

Nella sala di comando dell’Orizzonte, Matteo seguiva sullo schermo una linea blu che partiva dalla Terra e passava vicino a Mercurio, Venere, Marte, Giove e Saturno. Giulia aveva davanti una grande mappa pieghevole, piena di segni colorati. La loro missione era precisa: collocare sonde automatiche e consegnare alla stazione scientifica una rotta sicura per una futura spedizione.
Luce e ombra su Mercurio
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Capitolo 2

Capitolo 2

La direttrice della stazione, la dottoressa Riva, indicò il contenitore delle sonde. «Ogni rilevamento cambierà la mappa. Matteo, controlla traiettorie e strumenti. Giulia, osserva le immagini e segna ciò che noti.» Poco dopo, l’Orizzonte lasciò la stazione. Sul pannello comparve un avviso: una vecchia rotta aveva dati incompleti. Per questo la mappa doveva essere costruita da capo, tappa dopo tappa.
Le nubi di Venere
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Capitolo 3

Capitolo 3

Vicino a Mercurio, Matteo regolò la velocità dell’Orizzonte. Giulia guardò le immagini della superficie: crateri grandi e piccoli coprivano la zona illuminata. Quando la nave passò verso l’ombra, il sensore mostrò un brusco calo della temperatura. «Qui cambia tutto in pochi minuti», disse Matteo. Giulia segnò sulla mappa il confine tra luce e ombra, poi indicò un cratere con un bordo molto netto.
La polvere rossa di Marte
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Capitolo 4

Capitolo 4

Matteo confrontò il cratere con i dati radar e scelse un’orbita che lo lasciava ben visibile. Giulia corresse il punto di osservazione: dalla prima posizione il bordo sarebbe rimasto nascosto. Insieme lanciarono la sonda di Mercurio. Il piccolo apparecchio si stabilizzò e inviò misure della temperatura e immagini dei crateri. La prima parte della rotta ebbe finalmente coordinate affidabili.
Ai piedi di Olympus Mons
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Capitolo 5

Capitolo 5

Per Venere, Matteo preparò una traiettoria ampia intorno al pianeta. Giulia osservò le nuvole chiare e compatte che nascondevano la superficie. Il termometro indicava una temperatura maggiore di quella misurata vicino a Mercurio. «L’atmosfera trattiene molto calore», disse Matteo. «Allora la sonda resterà in orbita», aggiunse Giulia, segnando sulla mappa un anello lontano dal pianeta.
La Grande Macchia Rossa
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Capitolo 6

Capitolo 6

La sonda di Venere entrò nell’orbita stabilita e cominciò a misurare nuvole, pressione e temperatura. Matteo notò che una piccola correzione avrebbe reso più regolare il passaggio successivo verso Marte. Giulia controllò le immagini e trovò una zona di nuvole più luminosa. La segnò come punto di riferimento. La rotta proseguì usando sia i numeri di Matteo sia i dettagli osservati da Giulia.
Gli anelli di Saturno
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Capitolo 7

Capitolo 7

Marte apparve rosso davanti alla nave. Poco dopo, una tempesta di polvere coprì parte del pianeta. Giulia vide che il colore intenso proveniva dalla polvere ricca di ossidi di ferro. Il vento spostava rapidamente le zone più dense. Matteo controllò la posizione della sonda destinata a osservare Olympus Mons, il gigantesco vulcano marziano, ma la traiettoria prevista passava proprio dentro la nube più fitta.
La nuova rotta
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Capitolo 8

Capitolo 8

«La spostiamo a nord», propose Matteo. Giulia ingrandì le immagini. «A nord il vulcano resta visibile, ma qui c’è un’ombra di polvere più sottile.» Matteo calcolò una nuova orbita; Giulia confrontò il profilo di Olympus Mons con la mappa. La sonda fu riposizionata e iniziò a fotografare il vulcano attraverso una zona più limpida. La tempesta continuò a correre, mentre i dati arrivavano ordinati.
Matteo e Giulia osservano la nave Orizzonte nella stazione scientifica
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Capitolo 9

Capitolo 9

Giulia aggiunse alla mappa le aree coperte dalla polvere e quelle ancora osservabili. Matteo usò quei confini per tracciare una rotta che evitava le zone con segnali disturbati. «La tempesta non ci blocca: ci dice dove i dati sono meno precisi», disse. La sonda inviò una serie completa di immagini di Olympus Mons. La tappa marziana era pronta per la futura spedizione.
Matteo e Giulia osservano la nave Orizzonte nella stazione scientifica
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Capitolo 10

Capitolo 10

Dopo Marte, Giove riempì lo schermo. Le sue bande di nuvole ruotavano rapidamente. Matteo cercò un punto di atterraggio, poi si fermò. «Qui non c’è una superficie solida su cui posarsi», disse. Giulia indicò la Grande Macchia Rossa, una tempesta enorme che occupava una vasta regione. La sua forma cambiava lentamente, ma i venti erano troppo intensi per avvicinarsi.
Matteo e Giulia osservano la nave Orizzonte nella stazione scientifica
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Capitolo 11

Capitolo 11

Matteo calcolò un’orbita lontana dalla Grande Macchia Rossa. Giulia osservò le bande e corresse la mappa, perché una linea attraversava una zona di nubi più turbolenta. Insieme lanciarono la sonda di Giove in una traiettoria di osservazione. La sonda raccolse dati sull’atmosfera senza cercare un luogo dove atterrare. Matteo registrò la nuova rotta e Giulia completò i simboli delle tempeste.
Matteo e Giulia osservano la nave Orizzonte nella stazione scientifica
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Capitolo 12

Capitolo 12

Saturno comparve circondato dai suoi anelli. All’inizio Giulia li disegnò come una fascia continua, ma ingrandendo le immagini vide spazi scuri e sottili separazioni. «Non è un disco intero», disse. «Sono moltissimi frammenti di ghiaccio e roccia.» Matteo controllò le distanze e cercò un passaggio. La rotta più breve attraversava una regione troppo vicina agli anelli.
Matteo e Giulia osservano la nave Orizzonte nella stazione scientifica
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Capitolo 13

Capitolo 13

Giulia seguì con il dito una zona ampia e libera. «Passiamo qui. Le immagini mostrano molto spazio tra Saturno e il bordo esterno.» Matteo inserì il nuovo percorso nel computer. Il calcolo richiese più tempo, perché la nave avrebbe dovuto compiere una curva larga. Quando il risultato apparve, Giulia confrontò la linea con le immagini e aggiunse una seconda zona di riferimento.
Matteo e Giulia osservano la nave Orizzonte nella stazione scientifica
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Capitolo 14

Capitolo 14

L’Orizzonte attraversò il passaggio scelto. Dalla finestra, Matteo e Giulia videro i frammenti degli anelli brillare a grande distanza. La sonda di Saturno fu lanciata verso un’orbita sicura e cominciò a fotografare le fasce di particelle. Matteo verificò che ogni sonda rispondesse. Giulia controllò che sulla mappa fossero segnate anche le zone da evitare.
Matteo e Giulia osservano la nave Orizzonte nella stazione scientifica
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Capitolo 15

Capitolo 15

Con tutte le sonde attive, Matteo riunì le coordinate in una sola traiettoria. Giulia sovrappose le immagini di Mercurio, Venere, Marte, Giove e Saturno. Scoprì che una curva vicino a Marte era ancora troppo vicina alla tempesta di polvere. Matteo la spostò usando i dati della sonda di Olympus Mons. Giulia approvò la correzione e chiuse la mappa.
Matteo e Giulia osservano la nave Orizzonte nella stazione scientifica
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Capitolo 16

Capitolo 16

L’Orizzonte tornò alla stazione scientifica. Matteo e Giulia consegnarono la rotta completa, con orbite, temperature, zone di polvere, tempeste e passaggi sicuri tra gli anelli. La dottoressa Riva li ringraziò: la mappa era pronta per la futura spedizione. «Quale pianeta studiamo più a fondo la prossima volta?» chiese. Matteo guardò Giulia. «Marte», disse lui. «Saturno», disse lei. Sorrisero e scelsero insieme di preparare una missione che confrontasse entrambi.
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